ANGELO
COLOCCI
Angelo
Colocci, umanista, uomo politico, filologo colto e raffinato,
munifico mecenate, nonché grande
collezionista di opere d'arte e di libri, nasce a Jesi nel
1467 da Niccolò e Fortunata Santoni, appartenenti a
due delle maggiori famiglie jesine. Giovanissimo soggiorna
a Napoli e a Roma al seguito dello zio Francesco. Con tutta
la famiglia Colocci viene esiliato dopo il fallito tentativo
di rivolta contro l'autorità cittadina e pontificia
messo in atto nel 1486 da nobili jesini.
Alla corte di Napoli
prima e a Roma poi, Angelo Colocci viene a contatto con i più raffinati
circoli umanistici. Dopo aver frequentato a Roma l'Accademia
di Pomponio Leto, alla morte di questi ne
diviene l'erede materiale, oltre che spirituale. A Roma Colocci
trascorre lunga parte della sua esistenza, rivestendo prestigiosi
incarichi politici alla corte pontificia. Non manca di prodigarsi
tuttavia in favore della sua città, dove torna in varie
occasioni, dedicandosi nel 1506 ad "ammendare molto il
libro delle statuarie leggi di Jesi".
Uomo dalla vasta dottrina e
dai molteplici interessi, testimoniati dalla ricca e fornita
biblioteca, ama circondarsi di letterati
famosi e di giovani studiosi. La sua villa romana, conosciuta
come con il nome di "Hortulus ad aquam virginem", diviene sede
dell'Accademia Coloziana, a cui aderiscono i più illustri
ingegni del tempo.
L'amore per le lettere e per l'arte fecero
di lui uno dei più grandi collezionisti della Roma cinquecentesca;
famose sono le raccolte di codici antichi e di statue romane
che adornavano la sua villa. Nel 1549 muore a Roma lasciando
un patrimonio di libri e carte, conservati per la maggior parte
nella biblioteca vaticana, e una fama ininterotta nei quattro
secoli trascorsi dalla sua morte.
La
Fondazione "A. Colocci", costituitasi a Jesi nel dicembre
1995 con la finalità di promuovere l'istruzione, l'arte
e la cultura nella Vallesina e nella provincia di Ancona, ha
inteso assumere il suo nome quale dovuto riconoscimento all'uomo,
al letterato, al cittadino e il ruolo culturale svolto nell'associazionismo
accademico del suo tempo.